Cappelle campestri (dettaglio)



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Territorio





San Vito ( all'intemo del cimitero )

La prima chiesa eretta a Tagliolo, dedicata ai santi Vito, Modesto e Crescenzio martiri, fu anche la prima parrocchiale del luogo e sembra risalire addirittura al X secolo .

Allora Tagliolo apparteneva alia diocesi di Tortona ed era compresa nella pievania di Silvano, passò alia diocesi di Acqui soltanto nel 1805 .L'ubicazione della cappella sull'alto di un colle, ad una certa distanza dall'abitato, cosa abituale per quei tempi, rispondeva alia necessita di soddisfare una vasta estensione di territorio, essendo il luogo in bella vista ed accessibile da un ampio concentrico.

Con il passaggio delle funzioni parrocchiali ad altra chiesa nell'abitato, essa venne adibita a cappella cimiteriale ed anche oggi soddisfa questa esigenza.

L'edifìcio ha nsentito attraverso i secoli di molte manipolazioni, ma i recenti restauri hanno riportato la costruzione all'antica dignità delle sobrie linee architettoniche.

I due altari laterali intemi, in corso di restauro, erano e sono dedicati a san Bovo e a sant'Antonio abate, santi per i quali e attestata un'antica devozione nei nostri paesi.



San Rocco

Non c'è paese delle nostro zone che non abbia almeno una cappella dedicata a questo Santo,

La dislocazione era sempre lontana dal borgo, lungo le strade di maggior comunicazione, perché la malattia era abitualmente portata dai forestien.Nel nostro caso la piccola chiesa e posta a meta strada tra l'antica parrocchiale di S. Vito ed il paese e si può far risalire al sec. XVI e forse anche pnma, considerando che il culto per S. Rocco prese piede nel Quattrocento.

Se tutte le cappelle campestri si mantenevano con le offerte saltuarie dei fedeli, già nel 1622, San Rocco poteva vantare un'entrata di "un barile e mezzo di vino” ed una “quarta di castagne “. Nel 1660 di ben sette barili di vino all'anno . Ma anche di recente, bisognosa di restauri, ha trovato devoti sensibili ed affezionati che hanno coadiuvato l'intervento del parroco .



San Pietro

Piccola cappella sorta per motivi devozionali, in posizione dominante sull'alto di un poggio, della quale si ha notizia fin dalla metà del secolo XVI .

Nei suoi pressi vennero sepoiti i morti per le epidemie pestilenziali delle zone montane, sia per diminuire i pericoli di contagio, sia per evitare il lungo trasporto al camposanto.

Negli ultimi tempi e stata restaurata a cura degli abitanti della zona, che sono assai affezionati alia chiesetta e festeggiano la ricorrenza del santo titolare con un festoso falò notturno e tuochi d'artificio.



San Defendente

II culto di questo Santo martire, uno dei soldati delta famosa Legione Tebea sterminata per ordine del l'imperatore Massimiliano , e molto diffuso in Piemonte. La stessa parrocchiale di S. Mana Annunziata aveva al suo intemo un altare dedicato a ! Santo, che venne poi tolto.

Nel 1630 già esisteva la cappella che noi conosciamo ed i Tagliolesi ne fecero la meta finale della processione votiva a San Cario.Il porticato che precede la navata e tipico del le costruzioni controriformistiche e serviva per riparare i fedeli ed i pellegrini "nei tempi improprii".

L'iscrizione incisa sul portale:”Defende nos ab hostyibus” si riferisce alle incursioni delle soldataglie di ventura, apportatrici spesso anche di epidemie pestilenziali.

All'intemo un affresco ottocentesco al soffitto rappresenta il Santo portato in cielo dagli angeli e sullo stondo il paese di Tagliolo ben nconoscibile.



San Benedetto

Anche questa chiesetta, che si trova nell'abitato e si affaccia sulla via principale, ha origini antiche.

Esisteva già alla metà del Cinquecento e dava il nome alla contrada.

Sobna nelle linee architettoniche, si e conservata perfettamente identica alle sue origini.

Essa è particolarmenie cara ai Tagliolesi di oggi come a quelli di ieri per il pietoso ufficio che svolse per secoli, quello cioè di accogliere iedefuntì delle cascine sui monti che venivano portati in paese la sera precedente i funerali.

Lo ricorda anche una lapide apposta al suo intemo nel 1936, in occasione di importanti restauri .

All'unico altare è posta una preziosa tela settecentesca restaurata di recente che rappresenta San Benedetto tra i Santi Mauro e Placidio



San Giuseppe.

Al centro delta frazione di Mongiardino, anche questo oratorio, che risale probabilmente al secolo XVIII deve la sua nasata alia devozione popolare ed il suo mantenimento è sempre dipeso dalle "limosine che questuano i suoi massari".

Anchce recentemente l'opera dei fedeli ha prodotto importanti lavori di restauro, per la salvaguardia dell'opera murana ed il suo abbellimento intemo ed estemo, a cominciare dall'affresco sulla facciata, rappresentante San Giuseppe,per finire con gli arredi sacn.




La Cappelletta.

Fra il 1871 ed il 1875 , su progetto dell'Ing. Michele Oddini di Ovada, sulla vecchia strada che univa Tagliolo ad Ovada e sul luogo dove sorgeva un'antica edicola devozionale, il parroco di Tagliolo don Giovan Battista Pizzomi fece innalzare una nuova chiesa, che venne dedicata a Nostra Signora dolle Grazie e divenne in pochi anni meta di pellegrinaggi non soltanto locali.

A croce greca, elegante nette forme, si staglia sul verde dei vigneti e guarda sul fiume Stura Purtroppo la distanza dagli abitati ed alcune incursioni ladresche e vandaliche sembrano averla destinata ad un precoce abbandono, nonostante si sia sempre provveduto, e tuttora si provveda, ai fondamentali lavori di mantenimento. Al suo fianco sorge la cappella funeraria dei Marchesi Pinelli Gentile .