Il Castello



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Storia, Cultura






Particolarmente suggestivo è il panorama di Tagliolo quale appare a chi vi arriva con l'autostrada, soprattutto alla sera, quando castello e parrocchiale sono illuminati. Dell'antico castrum militare del sec. X non sono rimasti che l'ubicazione sull'alto del colle e parte delle fondamenta; il castello residenziale di oggi è il risultato, infatti, di infinite aggiunte e trasformazioni operate dal sec XV al XIX.

Vi si accede per una strada lastricata di recente, conciliando le necessità del presente al gusto del passato, oppure per una suggestiva scalinata erbosa. Si entra quindi nel "ncetto", cioè nel Borgo Antico, passando sotto un portale turrito: di fronte è la semplice facciata della parrocchiale, a destra l'ingresso merlato ai castello, a sinistra un vasto scenario collinare dal muretto. Nel periodo estivo, durante le manifestazioni dei "Castelli aperti", i visitatori sono ammessi al cortile e ad alcune sale e la visita è oltremodo interessante. Persino dalla piazzetta esterna, o addirittura dal basso, non si possono non ammirare le torri, i merli ghibellini, i balconcini e gli stemmi affrescati sulla facciata, il fregio a spina di pesce bianco e rosso, l'insieme architettonicamente ricco e mosso, uno degli esempi migliori del Medioevo risorto per opera dell'architetto di origine portoghese, ma attivissimo in Piemonte, Alfredo D'Andrade (Lisbona, 1839 – Genova, 1915), cui si devono anche la costruzione del Borgo Medievale e del Castello del Valentino a Torino ed i restauri dei castelli dì Pavone, di Verrès, di Fenis e di altri ancora.

Le ricostruzioni del D'Andrade uniscono un sapiente rigore filologico ad una forte componente scenografica e si collegano spiritualmente a certe opere teatrali del piemontese Giuseppe Giacosa (1847-1906) come, ad esempio, "Una partita a scacchi". L'architetto-artista lavorò a Tagliolo negli ultjmi anni dei sec. XIX, per commissione del marchese Giuseppe Pinelli Gentile.

Attualmente il castello, grazie alle cure dei proprietari che vi risiedono stabilmente, è in ottimo stato di conservazione e si segnala anche per le raccolte di quadri e di armi antiche, per la preziosa biblioteca ed il ricchissimo archivio storico.

Il castello di Tagliolo, circondato dal borgo medioevale, domina un'ampia zona di vigneti dell'Alto Monferrato, da sempre riconosciuti fra i migliori per la produzione del Dolcetto e del Barbera , vitigni tradizionali dell'Ovadese.

E' l'unico castello della zona ad aver mantenuto i vigneti e una cantina funzionante, esegue in proprio e all'interno del suo nucleo tutte le operazioni, dalla pigiatura delle uve fino all'imbottigliamento. Nelle secolari cantine i vini, prima di essere imbottigliati, vengono lasciati riposare nelle botti di rovere.

Nel cortile del castello si affaccia la "bigattiera" anticamente occupata dai "bigat" (i bachi da seta), viene oggi utilizzata per matrimoni, sfilate di moda, pranzi aziendali, presentazioni di nuovi prodotti e in generale per qualsiasi tipo di manifestazione che possa maggiormente risaltare nella suggestiva comice dell Castello di Tagliolo.

Per i turisti è naturalmente obbligatoria una passeggiata tra le antiche case del Borgo Antico che circonda il castello, si consiglia però anche di dare un'occhiata ad alcuni palazzotti signorili, risalenti ai secc. XVII-XVIII che si affacciano su via Carlo Coppa e via S. Benedetto.