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Parrocchiale di San Vito (ex Oratorio di San Nicolo) Parrocchiale attuale. In bellissima posizione, di fianco all'ingresso del castello, questa chiesa domina il paese ed un vastissimo panorama fino alle Alpi. La sua costruzione risale almeno al secolo XVI. Essa fu in origine la cappella della Confraternita di San Nicolo,d'influenza genovese, che nel 1622 raccoglieva ben 125 associati su una popolazione di 750 anime, di cui solo la meta "da comunione". L'opera dei confratelli si articolava in attività devozionali, in particolare per il suffragio ai defunti, ma soprattutto in attività caritative verso i poveri, per esempio con l'organizzazione di un Monte di pietà Quando, nel 1947 l'oratorio divenne parrocchiale con i titoli di San Vito martire, S. Maria Annunziata e San Nicolò riunendo cioè le tré parrocchiali in un'unica dedica, si fecero grandi lavori di restauro e abbellimento. Nel primo altare a sinistra si trova la statua processionale in legno che rappresenta San Carlo e che, in ottemperanza al voto del 1630, viene portata in processione, a spalla, ogni anno in occasione del la fesia patronale che si celebra la prima domenica dopo il 4 novembre. Essa è opera dello scultore ovadese Emanuele Giacobbe (1823-1894), che raggiunse notorietà per le sculture in marmo lasciate nel cimitero di Staglieno a Genova e che in questa nostra opera diede valida testimonianza del suo valore. L'alto campanile che affianca la costruzione venne cretto nei primi anni del sec. XIX, nel periodo cioè napoleonico, quando per un certo tempo anche le funzioni parrocchiali vennero trasferite in San Nicolo. Dice un documento del 1817 che per edificare il campanile avevano "al più miserabili consacrato, per costodire, il loro alimento, i più vecchi gli ultimi loro stenti e i più giovani i loro primi sudori". Esso è un'opera tecnicamente ardita e di elegante aspetto (merita un'occhiata la fuga dei gradini di pietra intemi, inseriti direttamente nella muratura. La chiesa fu interamente affrescata dal pittore Clemente Salsa di Omegna : nel 1966-67, la bellissima volta al cui centro spiccano le immagini di San Benedetto, S. Defendente, S. Carlo Borromeo, S. Giuseppe, S. Vito, S. Pietro, S. Nicolo e S. Rocco , cioè tutti i Santi ai quali sono dedicate le diverse chiese di Tagliolo. Il vecchio pavimento fu rifatto in quarzite nel 1969 . |
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Oratorio di Santa Maria Annunziata. Questa chiesa fu la seconda parrocchiale di Tagliolo. Nell'Archivio storico del Comune di Tagliolo è conservato un documento attestante come il 22 febbraio 1573 ; i capifamiglia della comunità, ben 68 persone, si fossero autotassati per la costruzione della parrocchiale all'interno del borgo, da dedicarsi alia Vergine Annunziata. Erano i tempi del Concilio di Trento (1545-1563) e tutti i paesi si facevano un dovere, quando non l'avessero già fatto, di dotarsi di chiese capienti e comode, poste in luoghi sicuri, spesso nei ricetti fortificati sotto la protezione del castello, mentre dovunque sorgevano altre cappelle e oratori. Nel 1576 l'edificio era ormai coperto e funzionante e se ne prevedeva la consacrazione entro due anni, mancavano soltanto il fonte battesimale ed una adeguata pavimentazione. I nostri condttadini di allora avevano lavorato bene! Nel 1630 una gravissima epidemia di peste spopolò l'Europa, Ovada, Lerma, Rocca Grimalda, Belforte furono colpiti duramente, mentre Tagliolo rimase quasi del tutto indenne. In quella occasione la popolazione tagliolese, in segno di ringraziamento e di fiducia in una costante protezione, fece voto di erigere un altare a san Cario Borromeo e di festeggiare ogni anno il suo anniversario con una processione generale e l'offerta di due grossi ceri, voto che non fu mai dimenticato. La chiesa venne cost ad avere cinque altari: il Maggiore, quello del Suffragio o delle Anime Purganti, quello della Madonna del Rosario, quello votato a San Carlo ed infine quello di San Filippo Neri. edificato dai feudatari Gentile che vi avevano il diritto di sepoltura Il passaggio di Tagliolo dalla diocesi di Tortoma a quella di Acqui non portò grandi novità e la chiesa mantenne il titolo parrocchiale fino a che venne traslato, nel 1947, con decreto Vescovile nell'Oratorio di San Nicolo, più accessibile e più comodo per la popolazione, che venne quasi del tutto rinnovato per accoglierete nuove funzioni . Naturalmente la vecchia parrocchiale divenne a sua volta oratorio . |
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