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Tagliolo
Monferrato ha un lungo passato storico: le
origini risalgono a prima dell'anno mille, quando il
paese apparteneva al Marchesato Obertengo
che confinava con quello Aleramico.
Sorto inizialmente come tórre segnaletica, con diploma
del marzo 967 veniva infeudato da
Ottone I al marchese Aleramo I e
sulle antiche carte è ricordato come "Feudo
Imperiale" .La documentazione del toponimo risale
al 1188 con Talliolus.
Per l'etimo si fa riferimento al taglio dei boschi in
conseguenza del grande disboscamento avvenuto in età
medioevale o nel tempo successivo alla grande crisi agricola
del secolo X. Da qui i nomi Taiolo,
Talloni, Castrum Taioli. Suddivisasi la schiatta
aleramica nei sette celebri Marchesati, Tagliolo fu compreso in
quella parte di territorio assegnato ai Marchesi
del Bosco che lo ebbero in signoria fino agli inizi del
1200. Nel 1210,
Ottone, Marchese del Bosco, cede Tagliolo ai Genovesi con parte
di Ovada e Rossiglione. Nel 1273
il feudo viene ceduto a Tommaso Malaspina
ma, nello stesso anno, i Bosco riescono a riprendersi il
castello e mantenerlo fino al 1293
quando Lancillotto e Manfredo
vendono a Genova le tré torri fortificate che sono il
baluardo principale della difesa di Tagliolo: Montmemorial, de
Drognis e de Raynis. La prima era la più importante e
probabilmente è da identificarsi con l'attuale
fortificazione. Intorno a quell'epoca assume grande importanza
il monastero femminile di Santa Maria di Banno, fondato nel XII
secolo, tra Lerma e Tagliolo da Giacomina
Canefri. I genovesi mantennero Tagliolo in proprio
dominio, sotto governo militare, fino al 1418.
Nel
1431 Tagliolo è conquistata
"armata manu" da Francesco
Sforza e quindi passa al Ducato di Milano e perciò
all'Impero. Il Duca Filippo Maria
Visconti, nel 1438, infeuda
Tagliolo a Franchino e Giovanni Antonio
Spinola ma, in seguito ad una sentenza giudiziaria, i
due devono restituire ilmandato. Nel 1452
Stefano Doria, Conte di Montaldeo, ebbe investitura del
feudo di Tagliolo da parte della Repubblica di Genova. Nel 1477
passa nuovamente sotto il dominio imperiale e viene dato
per investitura a Battistina Doria che
lo cede il 5 ottobre 1498 a suo
genero Giovanni Battista Gentile.
Teresa figlia di Giuseppe Gentile
portò il feudo e il cognome al marito Marchese
Costantino Pinelli-Gentile (15 febbraio 1745). Fu così
che il feudo e il castello di Tagliolo passarono
definitivamente ai Marchesi di Genova, che ebbero quindi
dall'Imperatore il titolo di Conti di
Tagliolo. Tale investitura di origine feudale fu poi
riconosciuta con diploma Cesareo dato a Vienna il 26
luglio 1727 e firmato da Carlo VI,
diploma
che ancor oggi si conserva nell'archivio del castello. In tale
importante documento si dice che il Conte
Giuseppe Gentile viene investito del feudo imperiale di
Tagliolo. Alla sua morte lascia erede la figlia Anna
Teresa che sposa nel 1750
il Marchese Costantino Pinelli Salvago
e a lui consegna il feudo di Tagliolo. Con testamento in data 1
aprile 1796 iI Marchese Costantino
Pinelli passa i I suo possesso e i diritti al figlio
Agostino e ai suoi successori in
linea primogenita che assumeranno, per disposizione
testamentaria, il nome di Pinelli-Gentile.
I Pinelli-Gentile ebbero già, quali conti feudatari del
castello, una speciale giurisdizione in grado di appello che
diede origine al motto volgare "appellarsi a Tagliolo",
usato nei paesi circostanti per indicare un gravame non più
riparabile, un giudicato feudale riportato in appello davanti
ad un secondo giudice feudale.
Il
trattato di Vienna del 1736
assegnò Tagliolo al Regno di
Sardegna: invano i feudatari invocarono i loro antichi
privilegi e prerogative.
Il
16 agosto dello stesso anno
dovettero prestare giuramento di fedeltà ed obbedienza
al nuovo Re. Alla morte dell'Imperatore Carlo
VI avvenuta nel 1740, le
potenze europee contestarono il trattato e scesero in guerra.
Tagliolo fu occupata in diverse riprese da soldati spagnoli che
saccheggiarono e depredarono le popolazioni di tutti i paesi
fino al 1749.
Seguì
un periodo di pace sino al 1789 quando
scoppiò la Rivoluzione Francese
e l'avvento di Napoleone Bonaparte.
In seguito ad un trattato tra Napoleone e il Papa Pio
VII, nel 1803, Tagliolo
passò sotto la Diocesi di Acqui
Terme. Dopo la caduta di Napoleone, Tagliolo seguì
i destini del Regno di Piemonte e
Sardegna sino alla proclamazione, nel 1861,
del Regno d'Italia
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